Una delle tecnologie biometriche per l'autenticazione consiste nel riconoscimento della voce. Non solo il timbro, ma anche la tonalità o la velocità con cui parliamo. Nei prossimi anni il mercato è destinato a quintuplicarsi, come riferisce BusinessWeek in questo articolo. Alcune aziende recentemente hanno sviluppato software per migliorare l'autenticazione al telefono:
A number of companies, including IBM, Microsoft, and Hewlett-Packard, have recently developed new biometric software and devices designed specifically with the phone in mind. Their solutions to the phone-security conundrum range from embedding detectors such as fingerprint scanners right into mobile phones and personal digital assistants to using a promising new biometric technique called voice verification.
Ma uno dei pericoli associati a questo aumento di transazioni telefoniche è l'abuso degli attuali dispositivi cellulari e PDA, che senza essere stati originariamente pensati per questi scopi, presto potrebbero diventare veri e propri portafogli elettronici:
To facilitate such transactions, cell phones and PDAs will likely contain more crucial personal information, such as credit- and debit-card numbers. With mobiles doubling as electronic wallets, the implications of losing them grow increasingly serious.
L'articolo riferisce anche di un'altra soluzione che verrà presto implementata direttamente sulle carte di credito, esse conterranno infatti un chip per il riconoscimento vocale dell'intestatario:
Here's how it works: A special sensor on the credit card stores its owner's previously recorded voiceprint in digital form. When the owner receives a new card, he or she speaks a password into the sensor on the card. If the voiceprint matches, the card is activated.