Approfittando della visita in Europa di Michael Chertoff, capo del DHS, Wired ricorda a tutti come fra non molto entrare negli Stati Uniti significherà essere soggetti a rilevazioni biometriche (impronte digitali, scansione dell'iride, ecc).
L'unico modo per evitare lo screening alla frontiera Usa sarà quello di sottoporvisi in patria, presentando quindi agli agenti dell'immigration una scheda biometrica con la registrazione dei dati. Gli olandesi lo stanno già facendo.
L'articolo di Wired riassume in un passaggio le motivazioni ufficiali del nuovo programma di controllo:
The United States hopes the use of biometric testing will help prevent potential terrorists entering the country and cut down confusion about who is allowed in and who is not.
Tuttavia giova ricordare che una rilevazione biometrica non indica se si è terroristi o meno, bensì semplicemente se i dati riportati sulla card corrispondono alla persona che la detiene.
Un terrorista non conosciuto alle forze dell'ordine (e suppongo che i terroristi non schedati siano molto più numerosi di quelli schedati) passerebbe il controllo biometrico come qualsiasi altro cittadino.
Il vantaggio che questo sistema darà alla lotta al terrorismo pare quindi discutibile, tutt'al più sarà utile per acciuffare ladruncoli e criminali di bassa lega. Si è molto più sicuri, tuttavia, sui potenziali pericoli che uno screening di massa e un database centralizzato di informazioni biometriche potrà apportare alla privacy delle persone (dobbiamo ricordare tutti i furti di dati sensibili che si sono verificati solo negli ultimi due anni?)



Le rilevazioni biometriche daranno un falso senso di sicurezza ai cittadini USA. I documenti biometrici saranno preparati infatti sulla base di documenti non biometrici facilmente falsificabili, sara' possibile quindi ottenere documenti perfettamente corretti dal punto di vista biometrico ma con dati anagrafici assolutamente falsi.
Senza contare storie come questa:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/08/sega_elettrica.shtml
Scritto da: Stefano Petroni | 09 giugno 2005 a 12:19