Uno dei rarissimi casi - se non proprio l'unico - in cui una banca decide di rimborsare le vittime del phishing.
La Bank of Ireland ha recentemente dichiarato di aver rimborsato alcuni suoi clienti che erano caduti vittima di un phishing, come riporta Punto Informatico, creando un precedente importante e aprendo quindi un vaso di Pandora che potrebbe essere molto difficile chiudere.
Da sempre le banche si battono, a livello mediatico, politico e ovviamente giudiziario, per non essere ritenute responsabili in caso di phishing. Gli avvisi e i fogli informativi che ci spediscono, che ci mostrano sui loro siti o che ci allegano agli estratti conto hanno il duplice scopo di 1) informare la clientela che esiste un fenomeno chiamato 'phishing', 2) dimostrare in un eventuale processo che loro hanno fatto tutto il possibile per avvisarci, con l'obiettivo di rispedire al mittente qualsiasi richiesta di rimborso.
Ecco perché la mossa della Bank of Ireland avrà fatto alzare ben più di un sopracciglio negli altri istituti bancari.
In un suo comunicato la banca irlandese quasi si scusa con i colleghi per aver rimborsato i suoi clienti, assicurando che si è trattato di un caso eccezionale:
Customers that have been refunded by the Bank recently were done so, having reviewed their cases and on the exceptional basis that "Phishing" was not widely known or understood by customers and was a relatively new phenomenon in internet banking in Ireland.
However, the Bank wishes to reiterate its policy that it does not refund customers that are the victims of 'phishing' attacks.



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