Continua quella che sembra essere una vera e propria ondata di paura nei confronti degli hacker cinesi. The Times, una fonte più che autorevole, afferma di essere entrato in possesso di un rapporto del Pentagono che delinea le future attività cinesi sul fronte della guerra informatica agli Stati Uniti.
Il rapporto rappresenterebbe una situazione di sostanziale aggressione da parte della Cina alle difese tattiche statunitensi:
Chinese military hackers have prepared a detailed plan to disable America’s aircraft battle carrier fleet with a devastating cyber attack [...].
Oltre a un piano strategico che ha tanto il sapore di conquista del mondo:
The blueprint for such an assault, drawn up by two hackers working for the People’s Liberation Army (PLA), is part of an aggressive push by Beijing to achieve “electronic dominance” over each of its global rivals by 2050, particularly the US, Britain, Russia and South Korea.
Il tutto ovviamente condito da un resoconto delle varie aggressioni subite negli ultimi tempi:
The Pentagon logged more than 79,000 attempted intrusions in 2005. About 1,300 were successful, including the penetration of computers linked to the Army’s 101st and 82nd Airborne Divisions and the 4th Infantry Division. In August and September of that year Chinese hackers penetrated US State Department computers in several parts of the world. Hundreds of computers had to be replaced or taken offline for months. Chinese hackers also disrupted the US Naval War College’s network in November, forcing the college to shut down its computer systems for several weeks.
Per non parlare ovviamente del recente attacco al Pentagono.
Ora, ferma restando la serietà del Times, temo stia iniziando una vera e propria strumentalizzazione di questo genere di incursioni telematiche da parte di alcuni ambienti del DoD. In qualsiasi Paese i generali amano far risaltare situazioni di possibile emergenza quando sono alla ricerca di fondi per le loro strutture. Battere la grancassa sugli hacker cinesi può essere un buon modo per ottenere maggiori risorse di quelle stanziate per la guerra elettronica.
Del resto non si capisce come mai chi di dovere caschi dalle nuvole solo oggi. I segnali erano presenti da tempo. Ricordate questa notizia che avevo riportato oltre due anni fa? Gli Usa temono cyberspie cinesi a un passo da casa
Fu la notizia che inaugurò la sezione "cyberwarfare" di questo sito, che tanto si è riempita negli ultimi giorni.