
Leggevo un articolo apparso pochi giorni fa su Mercury News, che per inciso è uno dei giornali più letti di Silicon Valley, sui pericoli che si apprestano a correre i nuovi smartphone, fra virus, worm & co.
La sensazione che provo è da una parte quella di tornare indietro di tre anni, quando parlare di telefoni cellulari infetti era molto in voga (neanche io mi sono sottratto, tant'è che questo sito dispone di una sezione apposita). Tre anni che non hanno visto molti sviluppi sotto questo aspetto, se consideriamo che il malware più diffuso sui cellulari è ancora oggi il Commwarrior, un codice del 2005.
D'altro canto però forse oggi, verso la fine della decade, è veramente il momento giusto per iniziare a riflettere sulla questione. Stiamo infatti iniziando ad assistere a una convergenza tecnologica e culturale. Tecnologica, perché i sistemi operativi per smartphone si riducono praticamente a quattro (Windows Mobile, iPhone OS, Symbian e il nuovo Android), e convergenza e interoperabilità sono i due presupposti base necessari per vedere una seria diffusione di malware. Culturale, perché la pervasività degli smartphone sta aumentando in maniera sensibile, e non c'è più bisogno di essere dei top manager per possederne uno.
Quindi forse a breve raggiungeremo quella massa critica di terminali con sistemi operativi simili, o perlomeno compatibili, tale da rendere economicamente vantaggiosa la diffusione di codici malevoli per smartphone. Senza dimenticarci ovviamente dell'indubbio vantaggio - agli occhi delle organizzazioni cybercriminali - che hanno gli smartphone confrontati con i normali PC: per via del modello di business "a consumo", infatti, il cellulare è direttamente collegato al nostro portafoglio. Pertanto rubare automaticamente denaro tramite SMS, MMS o telefonate nascoste a numeri ad addebito elevato potrebbe essere enormemente più facile rispetto ai soliti tentativi di indurci, convincerci, intimarci a rivelare la password del nostro conto corrente bancario.
Analysts say there all kinds of ways that mobile malware could make mischief. Hackers have already induced phones to exchange text messages with rogue operators that charge a high per-message fee.
Resto invece un po' più scettico sulla possibilità di vedere un abuso massificato delle funzionalità avanzate degli smartphone, come ad esempio la localizzazione GPS.
Security experts worry hackers could soon use the GPS feature built into many phones to track the location of their owners.
And experts are alarmed that a new generation of spyware dubbed "snoopware" could eventually be used to turn on the microphone or camera on a phone, allowing a hacker to listen in on phone owners' conversations or see their surroundings.
Questi infatti sono attacchi mirati, messi in campo con un notevole dispendio di risorse, che difficilmente interesseranno la gran parte degli utilizzatori.


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