Un articolo del Sunday Times di Londra, ripreso da Fox News, riporta che l'app di Facebook per smartphone Android avrebbe accesso agli SMS che inviamo e riceviamo.
" Facebook admitted reading text messages belonging to smartphone users who downloaded the social-networking app [...] "
Inoltre, l'app di Youtube per smartphone e tablet Android avrebbe i permessi per accedere alla fotocamera del dispositivo per scattare fotografie e prendere video "in qualsiasi momento".
" [...] others, such as YouTube, are capable of remotely accessing and operating users' smartphone cameras to take photographs or videos at any time. "
Facebook ha risposto a un articolo simile di Business Insider spiegando che la possibilità in lettura e scrittura degli SMS è necessaria solo per alcuni test che l'azienda ha eseguito (non con il pubblico).
" The reason it is on there is because we have done some testing (not with the general public) of products that require the SMS part of the phone to talk to the Facebook App. "
Al Sunday Times Facebook ha dichiarato che, in sostanza, il permesso di leggere e scrivere SMS l'app se lo è preso ma che non lo userà.
" However, other than some very limited testing, we haven't launched anything yet so we're not using the permission. "
Il problema se queste aziende usino o meno i permessi accordati alle loro applicazioni è importante ma non è l'unico. Quante altre app, installate sui dispositivi mobili, hanno accesso a telefonate, SMS, fotocamera e microfono senza chiamarsi Youtube o Facebook, e quindi senza dover rendere conto al Sunday Times e agli altri organi di stampa?
Credo anzitutto che il "furto" di immagini, video e audio da parte di tablet e smartphone apra degli scenari molto preoccupanti. Una qualsiasi app che abbia il controllo della fotocamera potrebbe catturare immagini e conversazioni (il microfono viene attivato durante i video) a insaputa dell'utente.
Spesso si danno molte responsabilità agli utenti, come ad esempio quella di controllare bene i permessi richiesti da un'app prima di installarla. Benché questa sia una buona pratica, non è sempre possibile per un utente prevedere comportamenti malevoli nelle applicazioni. Del resto per molti è normale che l'app di Youtube chieda accesso alla fotocamera, quindi non ci si fa troppi problemi a concedergliela. Come fare per proteggersi in questi casi?
Io vedo tre soluzioni che l'industria dovrebbe adottare, dove l'una non esclude l'altra:
- Il produttori di dispositivi mobili dovrebbero trovare delle soluzioni hardware per "allertare" gli utenti quando un'app prende il controllo di elementi sensibili come la fotocamera, ad esempio con una spia luminosa - non intercettabile dal software - posta vicino all'obiettivo che si accende non appena quest'ultimo viene attivato.
- Il sistema dei permessi dovrebbe essere più granulare, dove con un segno di spunta l'utente abbia la facoltà di consentire o negare specifici accessi dell'app. Facebook ha dichiarato che l'accesso agli SMS è lì solo per questioni di test? Bene, allora in quel caso l'utente che installa l'app dovrebbe avere la facoltà di autorizzare Facebook ad avere solo gli accessi che necessita, negandogli invece l'accesso agli SMS che tanto non usa. Oggi invece è o tutto o niente.
- Vorrei vedere più applicazioni di sicurezza che eseguano un "audit" del sistema e che monitorino determinate risorse del dispositivo, allertando l'utente quando una qualsiasi di queste risorse viene attivata. Mettiamo ad esempio che il microfono si attivi quando l'utente non sta utilizzando il dispositivo. La nostra ipotetica app di sicurezza dovrebbe essere abbastanza intelligente da "capire" che un'altra applicazione sta accedendo al microfono in maniera "sospetta" e dovrebbe quindi allertare l'utente. Lo stesso vale ovviamente per la fotocamera, per gli SMS, e per qualsiasi altra area del dispositivo che l'utente considera "sensibile".
Smartphone e tablet sono entrati nelle nostre vite e nelle nostre case. Hanno accesso diretto alla nostra privacy, anche quando non ce ne rendiamo conto. Il sistema che regola la pubblicazione e l'uso delle app è ancora acerbo, e in questo "far west" è normale che si nasconda qualche bandito. Tenere gli occhi aperti purtroppo non basta più, c'è bisogno di più sicurezza e questa deve provenire dall'industria.


